• Back to Life in Iraq: dipinti di Matti Al Kanun
  • dalal
  • Orario di apertura: -
Inaugurazione:
Orarorio di San Ludovico:
  • Dorsoduro, 2552 (Calle dei Vecchi) - Venezia
  • Vaporetto n.6, 2, fermata San Basilio

Venezia onora la sua tradizione di crocevia delle civiltà ospitando un evento eccezionale, dal forte contenuto artistico, simbolico ed etico. Grazie al giornalista Emanuele Confortin, che ne ha scoperto e raccontato la storia, giunge per la prima volta in Italia il pittore cristiano siriaco Matti Al Kanun, rifugiato iracheno, le cui opere sono state sfregiate dall'Isis. Uomo mite, lontano dai palcoscenici, Al Kanun rappresentava nei suoi dipinti soggetti di varia natura, spesso ispirati al Rinascimento italiano, inclusi temi a sfondo religioso ispirati alla sua religiosità cristiana. I jihadisti lo hanno costretto a fuggire dalla sua casa a Bartella, cittadina a maggioranza cristiana, e dopo l’inclusione nel Califfato di Abu Bakr al Baghdadi nel 2014, la casa è stata saccheggiata e le opere di Al Kanun deturpate dalla furia iconoclasta degli occupanti.

Tra febbraio e marzo 2018 le opere di Al Kanun, insieme a fotografie e a un video realizzato da Confortin, sono state in mostra presso l’Oratorio di San Ludovico.

L’occasione del viaggio delle opere in Italia ha creato la possibilità di un restauro delle stesse. La decisione di “ripararle” ha significato per l’artista un importante atto di reazione e di rinascita dalle ceneri di uno dei conflitti più cruenti dell’era moderna. Nell’esporle prima all'Oratorio San Ludovico, spazio espositivo della associazione Nuova Icona, e poi sull'Isola di San Servolo, il Center for the Humanities and Social Change basato presso l’Università di Cà Foscari, Nuova Icona e San Servolo Servizi Metropolitani hanno deciso di collaborare a un progetto che ha voluto essere molto più di un fatto artistico. Accanto alle opere restaurate (tre nella prima installazione all’Oratorio di San Ludovico, tra cui una restaurata dagli studenti di Ca’ Foscari, e diciannove a San Servolo) sono state esposte le fotografie e un documentario realizzati da Emanuele Confortin in Iraq, al seguito della famiglia Al Kanun. Ci è stata così consegnata una storia eccezionale e al tempo stesso emblematica di un paese antico e multiculturale, oggi devastato e diviso. I tanti risvolti di questa storia sono stati esplorati in altri due momenti: il 1 marzo 2018 a Ca'Foscari una conferenza di Salvatore Settis ha situato questo episodio nel più ampio fenomeno dell'iconoclastia, mentre il 16 marzo, a San Servolo, vari studiosi, alla presenza del pittore giunto appositamente dall'Iraq per la prima volta in Italia, hanno dato vita a una giornata di studi in cui si ripercorrerà l'intera storia.

Il progetto ideato da Emanuele Confortin è stato realizzato assieme al Center for the Humanities and Social Change dell’Università Ca'Foscari, un centro di ricerca interdisciplinare che valorizza il ruolo della cultura umanistica nell'affrontare i grandi temi della globalizzazione e del pluralismo culturale. La genesi di Back to Life in Iraq è stata possibile grazie al lavoro di Nuova Icona, da anni specializzata nella scena artistica contemporanea di Iraq e vari altri paesi mediorientali, e della San Servolo Servizi Metropolitani, che conferma la vocazione dell'isola come sede di eventi di alto profilo artistico e civile. L'installazione di San Ludovico è stata aperta dal 16 febbraio al 4 marzo 2018.